L'isola che non c'è.

Pubblicato il da Moment Italia

Succede a volte, che ti chiami un amico dall'altra parte della catena alpina, o meglio ti messaggi laconico "se domani ci sei, io arrivo".

Succede di capire al volo il significato di questa frase, perchè in quel momento (guarda caso) hai davanti una webcam che ti mostra un pezzo di Paradiso, un'isola che non c'è fatta di panna, di zucchero filato.

C'è chi ha la fortuna di potersi gestire il proprio tempo, chi meno: decido che ne vale la pena, essendo di questa seconda categoria, e corro dal boss a chiedere un "taglio" per il giorno dopo... il boss guarda fuori, nevica, e semplicemente chiede "vai a sciare?"... Dio benedica le persone illuminate e nobili di cuore.

Rispondo al suddetto amico "io ci sono". E comincia l'avventura verso l'Isola che Non c'è.

Le fasi successive sono (per me almeno) concitate: decidi bene il posto, calcola i tempi, contatta quei pochi, tra gli amici, che sai che ci possono essere: Mr. White risponde all'appello, con riserva. Lui è già stato nel posto che ho in mente, è un passo avanti.

L'attrezzatura c'è praticamente tutta, solo una cosa essenziale manca, perchè in montagna da me: gli sci.

Banale particolare, ma nella famiglia Moment basta una telefonata al Pierre ed "escono" per incanto un paio di Bibby, pronti all'occasione (grazie franciosp! ;).

Il Bordons è per strada (è lui l'amico, ebbene si), con il buon Paolino lo "stallonato" (telemarker, per i più formali): insisto perchè si faccia base da me, il Bordons farfuglia qualcosa circa il dormire in furgone... dannato hippie. :D

Arrivano la sera, li riconduco alla ragione e con non poca insistenza, me li ritrovo insaccati a pelo in casa, dopo un lungo viaggio.

Mi addormento fiducioso: ne è scesa tanta, la temperatura tiene, zero vento, ed il giorno dopo danno pure bello!

Il mattino ci incontriamo con lo "sherpa" dell'occasione, il buon Mr. White, che nel frattempo si è magicamente liberato per l'occasione (tira più un fiocco di powder....): mentre risaliamo in auto, mi comunica che anche il fido Dada si vorrebbe unire al gruppo.. guardo l'orologio, cinico e calcolatore come un chirurgo bipolare: non c'è tempo! Gli dico di comunicare al naufrago che verrà lasciato in alto mare, e di raggiungerci su.

Il Dada prende alla lettera, e negli ultimi tornanti prima dell'arrivo, ce lo ritroviamo dietro (rimarrà il dubbio che abbia montato tutta la scena, quando in realtà ha semplicemente dormito in auto a pochi km dalla meta). 

Il parcheggio è ancora semi-deserto, il cielo come da copione si apre, la temperatura è perfetta: l'adrenalina e l'entusiasmo sono palpabili.

Frugale colazione, e siamo pronti!

Arrivati in cima, ci aspettano almeno 60 centimetri della neve più polverosa, asciutta, fredda e spettacolare che si possa mai immaginare: la prima curva mi rimarrà impressa credo per anni, e spero soppiantata da altre emozioni del genere, per quanto improbabili.

La neve si accumula fino alla vita, si frantuma, si prende velocità e diventa semplicemente polvere, si alza, è un face-shot continuo, un pò la si ingoia, la si mastica, la si gusta.

Da qui in poi un black out: i ricordi si accavallano, le emozioni affiorano lentamente nella loro potenza... 

E' come lo sviluppo di una foto: ci va il suo tempo, ci va pazienza, affinchè tutti i reagenti creino il quadro perfetto di una giornata che rimarrà nelle nostre teste, ma soprattutto nei nostri cuori, per lungo tempo, o forse semplicemente per Sempre.

Lascio quindi che le immagini parlino da sè nello slideshow sotto, e ringrazio i miei compagni di Ventura Giuly, Paolino, Mr. White, Dada. Grazie ragazzi!


Alla prossima avventura.

Mat 


Foto by Matteo Parnigoni (ed un paio di Mr. White)
(nel caso non partisse subito il video, spostare leggermente il cursore bianco del tempo, e godetevelo a tutto schermo! ;) - Musica: A Flock of Seagulls - I Ran

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